Aperto il Concorso Fotografico del 16° Festival Dantesco
È già possibile iscriversi al nuovo Concorso Fotografia del 16° Festival Dantesco Internazionale, previsto a marzo 2026. Per lanciare la nuova edizione riteniamo non esserci miglior invito che illustrare nuovamente qui di seguito le 15 opere finaliste del Concorso Fotografia precedente – a sezioni under 30 e under 20 unificate –, connesso dunque al 15° Festival Dantesco Internazionale, conclusosi nell’aprile 2025.
ANIME NERE

di Luca Braccieri, ideatore e attore, dell’IMS Giordano Bruno di Roma
E quelli: «Ei son tra l’anime più nere:
diverse colpe giù li grava al fondo:
se tanto scendi, là i potrai vedere».
Inf. VI, 85-87
Ciacco anticipa a Dante che Farinata, il Tegghiaio, Iacopo Rusticucci, Arrigo e il Mosca, di cui Dante aveva appena chiesto notizie, si trovano nel profondo Inferno.
CAPANEO
di Giacomo Mancini, fotografo, e Filippo Rizzuto, attore, del Liceo Plauto di Roma
«Quei fu l’un d’i sette regi
ch’assiser Tebe; ed ebbe e par ch’elli abbia
Dio in disdegno, e poco par che ’l pregi».
Inf. XIV, 68-70
Il bestemmiatore Capaneo, tra i violenti contro Dio.
CARONTE
dell’Istituto Comprensivo Foligno 5 di Foligno (PG)
«Guai a voi, anime prave…».
Inf. III, 84-105
Calligramma sui versi relativi a Caronte.
COSÌ SEN VANNO
di Marta Meanti, fotografa, del Liceo Classico Giosuè Carducci di Milano
Così sen vanno su per l’onda bruna,
e avanti che sien di là discese,
anche di qua nuova schiera s’auna.
Inf. III, 118-120
Il susseguirsi di schiere di dannati lungo l’Acheronte.
CROSS BETWEEN WORLDS

di Hanna Yauhenava (Art Director) e Alisa Ponomarenko (Character Artist)
del PJAIT Polish-Japanese Academy of Information Technology di Varsavia
«Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza».
Inf. XXVI, 118-120
Un’esplorazione visiva della Croce come simbolo di lotta, trasformazione e tensione.
DANTE’S SUICIDAL WOOD

di Hanna Yauhenava (Art director, Performer), Alisa Ponomarenko (Makeup Artist) e Darya Jyjoyeva (Photographer) del PJAIT Polish-Japanese Academy of Information Technology di Varsavia
Non fronda verde, ma di color fosco;
non rami schietti, ma nodosi e ’nvolti;
non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco.
Inf. XIII, 4–6
«Uomini fummo, e or siam fatti sterpi».
Inf. XIII, 37
Un viaggio visuale nell’inquietante scenario della selva dei suicidi.
È QUESTO IL PECCATO?

di Angelica Butera, Viola Castiglioni, Diana Lucchina e Viola Pagani
del Liceo Piero Gobetti di Omegna (VB)
«Siena mi fé, disfecemi Maremma».
Purg. V, 134
In memoria di Pia de’ Tolomei.
GIUSTIZIA SOTTO ATTACCO

di Riccardo Marchetti, fotografo, dell’IIS Varano-Antinori di Camerino
Che val perché ti racconciasse il freno
Iustiniano, se la sella è vota?
Sanz’esso fora la vergogna meno.
Purg. VI, 88-90
L’inefficacia delle leggi e della giustizia in assenza di un’autorità che le faccia rispettare.
I FOUND MYSELF IN A DARK WOOD

di Hanna Yauhenava (Art director, Performer)
del PJAIT Polish-Japanese Academy of Information Technology di Varsavia
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Inf. I, 1-3
Una discesa visiva nella selva oscura dello smarrimento.
I GIRONI

di Luca Pace dell’IIS Janello Torriani di Cremona
«Andiam, ché la via lunga ne sospigne».
Così si mise e così mi fé intrare
nel primo cerchio che l’abisso cigne.
Inf. IV, 22-24
Ingresso nell’imbuto infernale.
IL VOLO PROIBITO

di Rachele Abate, Gabriele Pontello, Aurora Ravizza, Samuele Stradaroli e Silvia Tisci
del Liceo Statale Russell Fontana di Garbagnate Milanese (MI)
e volta nostra poppa nel mattino,
de’ remi facemmo ali al folle volo
Inf. XXVI, 124-125
Ulisse come Icaro.
LA PORTA

di Francesca Romana Ricca del Liceo Plauto di Roma
“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore”.
Inf. III, 1-4
Inferno e Auschwitz.
LE TOMBE DEGLI ERETICI

di Michele Zava dell’IIS Janello Torriani di Cremona
ché tra gli avelli fiamme erano sparte,
per le quali eran sì del tutto accesi,
che ferro più non chiede verun’arte.
Inf. IX, 118-120
Fra le tombe erano sparse delle fiamme, che le arroventavano in modo tale
che nessun lavoro artigianale richiede ferro più caldo.
MA DI COLOR FOSCO

di Marco Cividini e di Martina Botto, Lorenzo Capra, Raul Lanzeni e Federico Punzi
dell’Istituto Luigi Einaudi di Dalmine (BG)
Non fronda verde, ma di color fosco;
non rami schietti, ma nodosi e ’nvolti;
non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco
Inf. XIII, 4-6
La cupa selva dei suicidi.
QUELLO CHE NON SI VEDE

di Camilla Calderoni, Carolina Marchioni e Sofia Jasmine Zappa
del Liceo Piero Gobetti di Omegna (VB)
«Orribil furon li peccati miei;
ma la bontà infinita ha sì gran braccia,
che prende ciò che si rivolge a lei».
Purg. III, 121-123
Lo sguardo di Manfredi verso la bontà divina.
